Attraverso telescopi e ingrandimenti adeguati, potrai osservare direttamente con i tuoi occhi i numerosissimi crateri e le principali formazioni lunari.

Hai mai notato che la Luna vista ad occhio nudo ha delle zone più chiare e altre più scure? Vuoi vederle da vicino attraverso il telescopio e scoprire l’incredibile ricchezza di dettagli che si possono osservare?

La Luna è il corpo celeste più vicino a noi e la sua osservazione, almeno per quanto riguarda l’individuazione dei crateri e delle formazioni più grandi, non è particolarmente complicata. Con un semplice binocolo e le giuste attenzioni, si possono scorgere i primi crateri.

Basti pensare che già nel 1609 Galileo Galilei riuscì a scorgere diversi crateri sulla Luna attraverso un telescopio che oggi, se fossimo generosi, potremmo definire “di pessima qualità”. Aveva solamente 8 ingrandimenti e il campo inquadrato era talmente ristretto che non riusciva ad osservare la Luna per intero. Era come osservare attraverso una serratura stando a circa un metro di distanza. Nonostante questo si accorse subito che non si trattava di un mondo liscio e perfetto ma bensì di un luogo pieno di irregolarità.

Dal Sidereus Nuncius – Galilieo Galilei – publicazione 12 marzo 1610:
…”Queste invero da nessuno furono osser-vate prima di noi; e dalle più volte ripetute ispezioni diesse siamo giunti alla convinzione che la superficie della Luna non è affatto liscia, uniforme e di sfericità esattissima, come di essa Luna e degli altri corpi celesti una nu-merosa schiera di filosofi ha ritenuto, ma al contrario, disuguale, scabra, ripiena di cavità e di sporgenze, non altrimenti che la faccia stessa della Terra, la quale si differenzia qua per catene di monti, là per profondità di valli.“…

Oggi, anche solo a livello amatoriale, disponiamo di telescopi con una resa ottica nettamente superiore e la visione della Luna risulta essere di grande effetto anche negli strumenti più piccoli. Bastano infatti telescopi “Entry level”, dai costi contenuti, per poter osservare una miriade di crateri che ricoprono la superfice del nostro satellite.

Al crescere della strumentazione e della tecnica, si possono via via notare dettagli sempre più fini.

I NEMICI PRINCIPALI DI QUESTO TIPO DI OSSERVAZIONE SONO:

1 La turbolenza atmosferica

2 La cattiva qualità dello strumento utilizzato o la scelta poco attenta degli oculari da utilizzare.


4 BUONE ABITUDINI PER UNA EFFICACE VISIONE DELLA LUNA

1 Osservare la Luna quando è in fase (per esempio nei giorni vicino al primo o all’ultimo quarto), facilita enormememente la visione dei crateri. Essi infatti sono molto più evidenti lungo la linea di crescita o decrescita della fase( la linea del terminatore) che sul resto della superficie.

2 Dotarsi di un supporto stabile per lo strumento utilizzato, telescopio o binocolo che sia. Se la visione risulta “ballerina” i dettagli più piccoli saranno invisibili. Per la visione al binocolo, se non si dispone di treppiede, appoggiarsi con i gomiti su qualcosa di stabile e cercare di far muovere il meno possibile l’immagine.

3 Mettere bene a fuoco. Può sembrare ovvio ma non è così: soprattutto in presenza di turbolenza atmosferica, l’immagine può essere molto degratata, specie ad ingrandimenti elevati. In questa situazione non è facilissimo andare perfettamente a fuoco, è quindi una buona abitudine ritarare la messa a fuoco di tanto in tanto.

4 Se possibile non osservare la Luna attraverso il vetro della finestra, o dall’interno della camera con la finestra aperta o ancora quando questa si trova prospetticamente sopra i tetti delle case vicino. L’immagine risulterebbe molto mossa per via della forte turbolenza atmosferica. Questa si ha anche quando si osserva la Luna bassa sull’orizzonte.

Le formazioni più evidenti che si possono vedere sono:

Crateri: zone più o meno grandi e definite dalla forma prevalentemente circolare, alcuni dei quali dotati di un “picco centrale” più o meno definito.

Mari, laghi: grandi zone prevalentemente lisce e dalla colorazione più scura.

Catene Montuose, Monti: zone di diversa grandezza e lunghezza ricche di formazioni montuose dalle diverse altezze.

Alcune delle principali delle formazioni meno evidenti ma visibili con buoni telescopi nelle giuste condizioni sono:

Raggiere: linee più chiare situate attorno ad alcuni crateri.

Rima: fenditure nel terreno dalle diverse lunghezze.

Catene di crateri: susseguirsi in linea più o meno regolare, di piccoli crateri.

Dorsa: zone allungate e sopraelevate rispetto alla superfice circostante.

Facula: zona più chiara rispetto all’area adiacente

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